Ad Ajaccio in Corsica la seconda conferenza europea su Xylella fastidiosa

12 Nov 2019 | Florovivaisti Report

Alberto, la ricerca deve fare la sua parte ma serve sistema complessivo di protezione delle piante.

Con lo slogan “Insieme si possono trovare le soluzioni” si è aperta in Corsica dal 29 al 30 ottobre 2019 la seconda conferenza europea sulla Xylella fastidiosa. Un momento di confronto importante per fare il punto sulla ricerca contro il batterio da quarantena che preoccupa tutta l’UE.

Organizzata dall’EFSA in collaborazione con numerosi istituti: INRA, ANSES, l’Ufficio dell’ambiente della Corsica (OCSE), i progetti POnTE , XF- ACTORS , CURE-XF e EuroXanth finanziati dall’UE, la rete Euphresco, ha consentito il confronto tra i ricercatori provenienti da tutta l’Europa.

Dall’anno del suo rinvenimento al 2017 la Xylella ha danneggiato 6,5 milioni di olivi in Puglia. Questi i numeri  presentati in Corsica durante la conferenza per le fitopatie vegetali. Sotto la lente d’ingrandimento principalmente la Xylella fastidiosa, il batterio considerato dall’Ue il nemico pubblico numero uno.

 Il parassita da quarantena è quello che preoccupa di più in termini economici, sociali e ambientali in Europa, come certificato da uno studio del Centro comune di ricerca della Commissione.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati del progetto europeo Ponte che ha visto impegnati studiosi da organizzazioni di 25 Paesi. Grazie al progetto ci sono state risposte su metodi precoci di rilevazione a distanza del batterio e resistenze su olivo. Ora sono allo studio anche trasferimenti di conoscenze come ad esempio, la sperimentazioni di batteri in grado di ridurre le infezioni sulla vite.

Proprio la sperimentazione su vite ha consentito di stabilire scientificamente che 26 varietà di vite non sono aggredibili dal ceppo pugliese del batterio e questo consentirà al settore viticolo vivaistico di fare passi avanti nel futuro.

I progetti europei non si fermano, ora si prosegue ora con XF- ACTORS con l’idea che un maggior coinvolgimento e un apporto di soluzioni dal basso potranno garantire un migliore contrasto.

Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte anche perché la protezione delle piante è una questione cruciale. Dalle piante e dai settori che garantiscono la moltiplicazione dei vegetali, come il florovivaismo, dipende l’80% della nostra alimentazione e la conservazione della biodiversità che fornisce la base di servizi ecosistemici di cui non è possibile fare a meno.

Per Aldo Alberto di Florovivaisti Italiani la ricerca e l’impiego di tutte le forse necessarie nel contrasto alle malattie sono questioni su cui si giocano partite importanti. Occorre però che complessivamente si faccia sistema, devono essere garantiti servizi fitosanitari all’altezza, servono norme snelle e in grado di intervenire tempestivamente in emergenza e, soprattutto, occorre rafforzare i controlli alle frontiere dell’UE. Troppo spesso l’entrata di parassiti dall’estero ha comportato costi inammissibili per gli agricoltori e rischi per i cittadini.

E’ il momento di fare ognuno la propria parte – conclude il Presidente dei Florovivaisti -, raccogliamo il messaggio della conferenza degli scienziati e agiamo facendo sistema, tra florovivaisti e agricoltori come agli altri livelli istituzionali. Non si può perdere altro tempo.

Fonte:Ansa

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